Brno: una gara al MAXimo…

27 luglio 2009

Max Biaggi

Max Biaggi

In quell’accozzaglia di consonanti, nello stringatissimo nome del circuito, tappa del Gp Repubblica ceca, c’è racchiuso tanto: una rivincita, una conferma, una domenica da ricordare.

Da sempre favorevole al romano, il circuito ceco si conferma provincia dell’impero romano.

Anche in virtù dei test effettuati su questa pista, Max Biaggi, si mostra subito a suo agio, come da sempre, qui a Brno.

Ad impressionare è anche Fabrizio, che in effetti stacca il secondo tempo in superpole. Davanti, il solito Spies, ormai non più una sorpresa pur correndo su circuiti mai visti o visti di striscio giocando alla playstation.

In quel monosillabo c’è racchiuso il Max nazionale, il vecchio corsaro mai domo, la voglia di fare, di vincere, di rifarsi, di zittire: c’è racchiuso tanto lavoro, fatto in silenzio, c’è l’armonia del box Aprilia, c’è la voglia di tornare ai vertici, c’è la consapevolezza che su circuiti ove sono stati permessi test (…) l’Aprilia, seppure esordiente, è un brutto cliente per tutti.

Gara 1 vede i primi 3 in griglia partire e darsi battaglia sin da subito anche se il vero stupore iniziale, soprattutto per il sottoscritto, è rappresentato dal numero 11 Troy Corser su Bmw che si presenta in testa alla corsa dopo poco e conduce per qualche curva. In netto progresso la tedesca si mostra in forma e con un ottima velocità di punta. Poco più indietro invece il numero 111, Ruben Xaus è protagonista di una delle carambole più spettacolari e preoccupanti di quest’anno. Per fortuna ne esce meglio del previsto ma non illeso: frattura del femore. Tutto sommatola sbk pare essere divenuta una classe molto pericolosa vista la sequela, in alcuni casi anche con episodi molto gravi, di incidenti con lesioni di quest’anno. Brutto che di Laconi si stia parlando poco, detto nemmeno troppo per inciso (!). Dopo il clamore televisivo di prima battuta, esaurito quello strano gusto voyeuristico del telespettatore medio, passato qualche giorno, è calato il silenzio.

Una manciata di giri e più o meno tutto si equilibra: Haga nelle retrovie a combattere con i dolori post caduta, davanti Spies, Biaggi, Fabrizio. Quest’ultimo si affanna da subito dietro agli altri due contendenti rovinando quello che si preannunciava uno dei più bei duelli dell’anno: entra su una curva a sinistra ma entra troppo forte e troppo convinto che Spies segua la stessa traiettoria dei 3 giri precedenti. 3 giri per una statistica sono pochi e così si ritrova a dover entrare in curva con i freni tirati per evitare la collisione: purtroppo perde l’anteriore e cade falciando Spies incolpevole:manche finita per tutti e due e mondiale nuovamente scosso. Fabrizio corre vicino all’americano per scusarsi ma l’evento è davvero troppo fresco ed il ciclone texano lo respinge spintonando un po e facendo un internazionale gesto come a dire : “tu sei matto!” Piloti illesi ed Haga col morale più leggero per via della classifica in prospettiva più rassicurante.

Dai box interviene perfino mamma Spies con le sue dichiarazioni: certe volte, e non me ne vogliano, meglio le vanesie ombrelline che le mamme troppo invadenti: fuori luogo…

Così lì davanti, come in un anacronistico tuffo nel passato, rimane Biaggi col vantaggio accumulato sulle 2 Honda ten Kate di Rea e Checa. Il Corsaro romano guida la corsa con traiettorie rotonde e pulite, senza sorprese, tanta sostanza e, finalmente, un podio cercato e meritato. In un certo senso gara 1 manca di quello che aveva fatto pregustare in principio, mi riferisco al duello di cui Fabrizio decide di privarci. Si ravvede, si scusa, anche con un simpatico ed ironico cartello che mostra al cameraman fra gara 1 e 2.

Simpatica” la scena che vede Spies furioso rientrare ai Box e negare anche vistosamente il saluto a Chili che si affannava a volerlo consolare. A qualcuno starà mai simpatico?

Rimane quindi il beneficio del dubbio: come sarebbe finita con tutti e 3 in pista fino alla fine? Tutto sommato la forma del pilota Aprilia ed i tempi regolari del romano (nonché gara 2..) garantiscono serenità anche ai detrattori più accaniti, palesatesi o meno.

La prima manche si chiude quindi con Biaggi, Checa, Rea, Byrne (Che si conferma in ottima condizione) e Corser. Haga solo ottavo.

In tv intanto prosegue il palinsesto migliore per ogni appassionato di motori: sbk, 125, 250, poi ancora superbike ed a seguire motoGp.

In gara 2 Spies parte determinato a cancellare la brutta esperienza della manche precedente e parte da subito in testa spingendo e guadagnando decimi su decimi.

Dietro a lui stesso copione di qualche ora prima: Fabrizio e Biaggi (Sempre più all’arremBiaggio come poi reciterà sullo striscione ormai noto ai tifosi).

Il resto è poco se fatta eccezione per qualche duello fra piloti di “rincalzo”: Xaus non parte causa la frattura rimediata prima, le Suzuki di Batta sono tutte a casa a parte Kagayama che, per solidarietà e coerenza con quanto fatto fin qui, si schianta prontamente su Hopkins che, di conseguenza, esce di scena, abbandona la moto e zoppica con l’ormai consueta andatura claudicante.

Davanti tutto scorre regolare e dal giro 8 Biaggi comincia a mostrare segni di insofferenza dietro a Fabrizio: i ripetuti attacchi, ripetuti praticamente fino a 5 giri dal termine, sono la chiave della vittoria finale di Spies.

Biaggi ne ha davvero di più del ducatista ma non riesce a passarlo e spesso va largo causa le chiusure di Fabrizio, davvero bravo (ma troppo “tappo”) a difendere la posizione.

Il duello reiterato permette così al texano di guadagnare finché il corsaro passa Fabrizio (giro numero 15) e prende il largo dimostrando che tanta fatica per difendere la seconda posizione non è stata fruttuosa per nessuno dei due rispetto alla rincorsa di chi è lì davanti: probabilmente, visto e considerato il numero di volte che Biaggi ha messo le gomme davanti a Fabrizio, era il caso di accordarsi al pilota Aprilia e, magari, raggiungere Spies per giocarsi la volata finale.

Un Biaggi scatenato mette a dura prova le coronarie del “vecchio” (in senso affettuoso!) box Aprilia ed i nervi di papà Pietro che dal box segue in apprensione l’epilogo: raggiunge Spies ma ormai ha le gomme usurate dal duello precedente e non riesce mai davvero a provare un attacco decisivo. Meregalli da box e lo stesso Spies che si gira ripetute volte sul rettilineo, non sono tranquilli: qui Max è davvero a casa sua e l’Aprilia pare la moto più esperta del lotto. Peccato quindi per la doppietta sfumata; Biaggi probabilmente ragiona come suo solito e mette in tasca un secondo posto che vale un bel salto in classifica ed una iniezione di morale niente male in vista del finale di campionato

Sul traguardo quindi Spies, Biaggi, Fabrizio, Rea, Checa, Haga.

Honda, ormai con strategia un po’ di confusione in ogni classe decide, e fa esplcitamente sapere a mezzo tv (wow che stile!) che ha cambiato sospensioni: via wp, dentro Ohlins. Chessò, oltre a schierare tipo 50 moto in griglia, una strategia chiara e detertminata c’è?

Classifica mondiale :

  1. Haga 326

  2. Spies 319

  3. Fabrizio 273

  4. Rea 206

  5. Biaggi 200

  6. Haslam 180

  7. Sykes 150

Classifica costruttori :

  1. Ducati 412

  2. Yamaha 362

  3. Honda 306

  4. Aprilia 207

  5. Suzuki 133

  6. Bmw 87

  7. Kawasaki 53

     

Ad Maiora !

Massimo Soldini

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