Dentro quella curva

15 giugno 2009

rossi_lorenzoRossi costruisce in una gara, se ce ne fosse bisogno, una popolarità abnorme, inventandosi un sorpasso che sfida la fisica e la psicologia. Quando pensi che la gara sia persa lui la vince, con il vecchio smalto, la malizia antica, il tradizionale coraggio. Penetra nelle nostre storie di ogni giorno come prototipo di professionista riuscito. Chapeau. E se ci pensi è solo sport.

Ci vogliono coraggio e fortuna per entrare in quella curva e uscirne davanti senza perdere la corda. Ci vogliono talento e capacità. O lì o mai più. Devi sperare che ti venga. E in questo caso l’esperienza di otto mondiali conquistati con 99 vittorie fa il suo. Lorenzo prende paga, Stoner (ammirevole) fa terzo, quello che ti immaginavi guardando le sue prove qui sempre un po’ storte.

La gara di Barcellona ha un valore simbolico di un certo spessore. Fa pari con il Mugello perso, azzera il mondiale. Tre piloti a pari punti. Sì, ma davvero a pari punti? Quanto potrà fruttare a Valentino il colpo gobbo di Barcellona? Ne avrà un vantaggio “spirituale”? A Laguna Seca, lo scorso anno, accadde che il vantaggio di un sorpasso bestiale su Stoner lasciò poi uno strascico che a Rossi valse il titolo.

Qui, ora, l’avversario è diverso. Anzi, sono due ed è più dura. Un pari marca, pari moto, pari gomme, Lorenzo, e un ducatista, anzi il ducatista per eccellenza, Casey Stoner. Serve di più, serve roba del genere di Barcellona a ripetizione a Valentino se intende guadagnare un margine. E’ stato come un fabbro che piega il ferro a freddo in quel sorpasso che Lorenzo non aveva calcolato. Questo serve.

Ma, mentre Stoner ha una sensibilità che lo porta a stare male prima e dopo la gara, a dormire male, a somatizzare e anche a farlo sentire a volte incompreso nel suo reale genio, ecco, Lorenzo pare diverso. Più sicuro di sè, anzi totalmente sicuro di sè. Come uno che nella vita ne ha viste e sofferte di peggio. Bene, questo ce l’ha in casa.

Due tipologie di avversari profondamente diverse da tenere a bada dunque, su due fronti, alternativamente, in due maniere. Non che uno sia più forte dell’altro, no. Sono fortissimi e coraggiosi entrambi. Entrambi hanno assaggiato cosa significa pagare il conto in uno dei momenti cruciali della stagione, entrambi hanno generato preoccupazioni nel campionissimo. Entrambi però, ora, hanno imparato una lezione per provare a difendersi in futuro.

L’aspetto nuovo, in questo 2009 che in una gara rilancia il Rossi cannibale di sempre, è nella moto. La moto che funziona, il team che gira, il divertimento nella guida. Quando Valentino si diverte guida così, stacca così, sorpassa così, e anche quando credi di aver capito tutto di lui è già pronto a sorprenderti un’altra volta.

Fonte: controcampo.mediaset.it – Articolo di Guido Meda

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