Dottor Massimo Corbascio, responsabile della Clinica Mobile Superbike

26 novembre 2009

corbascioIl prossimo saranno diciassette gli anni di presenza della Clinica Mobile al Campionato Mondiale Superbike. La “creatura” ideata dal dottor Claudio Costa ha trovato nel collega ed amico dottor Massimo Corbascio (nella foto, con Troy Corser) l’uomo e il professionista giusto per guidarla sin dall’inizio, e in questi anni la Clinica Mobile (www.clinicamobile.com) è diventata un punto di riferimento insostituibile non solo per i piloti ma per tutto il paddock della Superbike.

- Dottor Corbascio, come è andata quest’anno la vostra attività di supporto e cura?

Siamo stati in linea con gli ultimi anni. Abbiamo trattato dalle 800 alle 1000 cadute complessive per le quattro classi, con una media di circa 80 per ogni weekend di gara, anche se quest’ultimo dato deve essere interpretato alla luce di diversi fattori: condizioni meteo e dell’asfalto, difficoltà della pista, che incidono molto. Curioso che su piste ritenute più insidiose avvengano meno cadute, probabilmente ciò dovuto al fatto che i piloti vi osano meno“.

- Da quante persone è composta la struttura della Clinica Mobile?

Complessivamente siamo una dozzina, compresi autisti e cuochi. In questi ultimi anni abbiamo dovuto aumentare la presenza di fisioterapisti perché la richiesta è stata grande da parte dei piloti, che probabilmente sono sottoposti ad un tipo di guida più dispendioso dal punto di vista fisico.”.

- Quale è stato il caso più difficile quest’anno?

La caduta di Regis Laconi a Kyalami in Sudafrica. Il francese era in condizioni critiche perché rischiava la paralisi e bisognava trovare la soluzione giusta per farlo operare in fretta. Trovarsi in un Paese dove non conosci le strutture non aiuta ma per fortuna abbiamo un amico che lavora a Johannesburg, Marco Bernabei, che voglio ringraziare su WorldSBK.com, che ci ha dato una mano fondamentale“.

- Il caso che le ha dato più soddisfazione?

Essere riusciti a far sì che Noriyuki Haga corresse a Salt Lake City nel 2008 dopo essersi fratturato in maniera scomposta una clavicola. Devo ammettere però che senza la sua grande forza di volontà il nostro sforzo sarebbe stato vano“.

- La Clinica Mobile è anche un punto di ritrovo per chi vuol mangiare bene in un clima estremamente familiare. Una cura del corpo a 360°, dunque.

E’ un momento di ritrovo, per scambiare quattro chiacchiere senza tensioni. Piloti e amici ci dicono che si mangia davvero bene e anche questo mi fa molto piacere“.

fonte: worldsbk.com

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