Monza: Spies appiedato, Haga uccellato, Fabrizio ritrovato, Neukirchner fratturato

11 maggio 2009

Più che mai, stavolta, le parole non bastano. Saper scrivere un rumore, un’emozione, un colore o un sapore, lo stupore; saper scrivere d’una domenica pomeriggio come quella di Monza, tempio di una delle prove di Superbike 2009.

Il riassunto, quello più breve: Spies appiedato, Haga uccellato, Fabrizio ritrovato, Neukirchner fratturato…

Già.. ancora una volta spettacolo distillato, l’estratto del motociclismo puro.

Però..scusate la digressione …

Gara 1, o meglio, la sua partenza, ci spiegano la pericolosità della prima curva del circuito, affrontata lentissima dai primi piloti partiti in griglia e più veloce, troppo in paragone, da chi è arretrato. Più o meno la colpa è di tutti, ovviamente anche di chi elimina il gp di Vallelunga e lo assegna a Monza

Vallelunga non è un circuito sicuro, ci dicono, e poi si assiste alla partenza di gara 1 a Monza..

A Vallelunga non si corre più..e poi si assiste, in tutto il w.e., a miliardi di tagli della chicane.

Il top è il bellissimo intervento, nottetempo, di contrassegnare due linee che indicano il rientro in pista dopo un eventuale uscita. Peccato però, piccolo particolare, che i piloti avessero provato, sempre senza le righe di indicazioni: e giù di penalizzazioni…

Neukirchner scatta in testa ma Tamada, tamponando Roberts , finisce sull’erba e cade, si capirà dopo, fratturandosi il polso.

Roberts, ormai scomposto nella traiettoria, perde la moto e falcia il tedesco, colpevole soltanto di essere il primo pilota della fila.. L’impatto gli toglie la moto da sotto il sedere e gli frattura un femore.. La carambola prosegue anche a centro gruppo: Hill, tamponato da Roberts, cade e la sua moto prende quota per precipitare sulla schiena di Corser, ormai già in terra..

Grossa paura, 2 moto in fiamme, la gara viene fermata.

Grossa paura, ma per fortuna l’impatto che pareva più serio finisce con Corser in piedi, pronto per la ripartenza.

La gara è stata oltre che avvincente ed ha visto un grandissimo Fabrizio, veloce, preciso e determinato come mai: si mette dietro Haga e Spies e combatte con loro per tutto il corso della gara. Tutto sommato però mi trovo a scrivere quel che scrissi dopo Assen: l’americano arriva dietro ma è sempre più leader… La sua yamaha infatti lo lascia a piedi a pochi metri dal traguardo quando mancava solo di infilare la testa sotto la bandiera a scacchi, dopo la staccata con cui aveva superato l’italiano (qualcuno ha notato come me il cenno di saluto di Fabrizio sul rettilineo, mentre passava Spies?!?!?).

La benzina terminata vanifica i suoi sforzi, il vantaggio accumulato e regala la vittoria, tutto sommato meritatissima, a Fabrizio. Meregalli spiegherà in seguito che, fra le due partenze di gara 1 non c’è stato il tempo di raffreddare la benzina e di ridurne i volumi, di inzeppare quindi il serbatoio dell’americano, con il volume voluto. Fra alchimia e delusione gara 1 ci regala ottimi duelli ed un dominio di Haga, almeno in classifica… rafforzato .

Biaggi invece sarà penalizzato di 20″ per un taglio chicane… anziché sul podio, come terzo, scenderà fino all’undicesimo gradino del podio: sfortuna, ingiustizia o tutte e due?

Aprilia medita il ricorso, ma nel frattempo il romano, autore di una buona partenza(la prima) ed una gara non esaltante ma di ottimo livello, si ritrova un bottino magrissimo, troppo, rispetto a quanto prodotto da inizio campionato.

Il ricorso non viene nemmeno accettato alla discussione.

Sarà quindi così: Fabrizio, Haga,Kiyonari.

Nel frattempo Corser ha il tempo di finire nuovamente, rovinosamente, a terra decidendo poi di non correre gara 2 visto che, durante la sola prima aveva subito 2 serissimi incidenti.

Da notare il settimo posto di Xaus, su bmw, finalmente inquadrate in tv dopo la griglia di partenza e non sempre per via degli incidenti (kawasaki docet!)

Gara 2 sembra più normale e secondo previsione. Spies scatta e stacca tutti. Porterà a termine la manche, in effetti, vincendo per distacco, gestendo quanto accumulato, guidando con pieghe estreme, recuperando preziosissimi punti su Haga

Già, l’avevo detto, gara 2 sembrava normale..

Un uccello centra Haga (o viceversa?) oltre i 200 kmh ed il giapponese (spiegheranno poi) perde sensibilità al braccio causa dolore, finendo per cadere rovinosamente: ormai potremmo dire in stile Monza..

Kiyonari bissa l’ottimo podio di gara 1 e porta a galla una Honda che comunque non pare mai al livello delle altre case, Yamaha e Ducati su tutte.

Fabrizio giunge secondo(scapperebbe da dire per la seconda volta, visto l’epilogo di gara1…) ed incrementa quindi il bottino punti nella classifica mondiale.

Un buonissimo Biaggi giunge quinto dopo qualche errore di troppo che vanifica ottimi tempi, a livello dei primi della classe e l’inseguimento a Rea.

Ragionando di sola matematica potremo dire che, se Spies insidia Haga per il mondiale, anche Fabrizio è un pretendente dato che il distacco dall’americano è di soli 21 punti..

Eppure continuo a dire Spies, perfino su Haga, distante 54 punti: Monza lascia infatti ai posteri una riflessione Machiavellina: la spietata malignità della fortuna può determinare gli eventi: finire la benzina, centrare un uccello, rimanere vittima di un incidente che ti porta, oltre che al reparto ortopedia, a perdere quei pochi punti che avevi di vantaggio in classifica: equilibrio precario.

Se a questo si aggiunge la formula superbike, fatta di gp che constano di due manche, ecco che la classifica è sempre e comunque in gioco: in una fine settimana si può salire in cima o finire in coda.

Haga 200; 2. Spies 146; 3. Fabrizio 125; 4. Haslam 103; 5. Sykes 90; 6. Biaggi 81; 7. Laconi 77; 8. Rea 77; 9. Neukirchner 75; 10. Kiyonari.

Ad Maiora!

Massimo Soldini

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