Continua la saga della ORAL-FB in MotoGP 2010 che a metà marzo si troverà di fronte, nella sua breve vita e senza avere ancora messo le ruote in pista, ad un esame finale definitivo. Ma è proprio così? Quello del 17, a Valencia, alla presenza di Franco Uncini e di un delegato dell’Irta sarà un esame senza possibilità di appello?
La risposta è no. Sono state scritte un sacco di inesattezze complice anche il colpevole ritardo (ma mettere in piedi un team dal nulla non è semplice) con cui la la FB si è schierata. Chi non ricorda il lunghissimo palleggio con John Hopkins? E l’arrivo poi, a tempo quasi scaduto di Garry McCoy. Per non parlare del fatto che la FB01 è stata vista e rivista, fotografata, ma in movimento non c’è mai stata. Ed è questo il problema.
“La verità è che non esiste nessun limite, la storia dei tre secondi non è vera – spiega Franco Uncini, raggiunto telefonicamente da GPone.com – come si fa a giudicare una moto, peraltro al debutto assoluto, in termine di tempo sul giro assoluto? E se gira a 3”1, allora che facciamo, le diciamo di no e se fa 2”9 le diciamo di si?”.
Qual è il punto allora?
“Chiunque abbia un minimo di esperienza di corse ci può arrivare da solo: è una questione di affidabilità, non solo di prestazioni. Voglio dire: il tempo sul giro è un fattore, ma anche la costanza di rendimento. Se la FB01 è velocissima ma non fa cinque giri di seguito, sarà un problema, perché la moto non deve solo fare un tempo, deve gareggiare. Rimanere in pista. Questo è l’obiettivo e questo sarà giudicato. Con un occhio, ovviamente, all’intero quadro”.
Il che vuol dire…
“Beh, prendiamo pure il pilota: conosco bene McCoy, ma anche lui non guida da tempo, per cui valuteremo anche quello. L’importante è stabilire il livello raggiunto dall’intero progetto. Non è questione di un tempo sul giro piuttosto che di un altro”.
Dovendo fare il professore d’esame, Uncini non sarà poi ai test di Losail.
“Sì, ma non è importante. I lavori fatti riguardano soprattutto la consistenza dei sassolini delle vie di fuga. Roba da poco”.



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