Strada spianata per il “faraone” Marc Coma vincitore della scorsa edizione che replica anche quest’anno.
Per Coma è la quinta vittoria al Pharaons, è diventato il nuovo recordman superando il numero di sigilli che deteneva assieme al grande Fabrizio Meoni.
Alle sue spalle Helder Rodrigues, trovatosi la strada spianata per il ritiro di Viladoms, ha soprattutto festeggiato la vittoria nel Mondiale Cross Country, ottenuta davanti a Jakub Przygonski e a Coma.
Il portoghese ha anche vinto la tappa di ieri, che prevedeva una speciale di 350 chilometri, davanti a Chaleco Lopez e a Jakub Przygonski. Il polacco è salito sull’ultimo gradino del podio finale, confermandosi il futuro dei rally raid, vista la sua giovane età.
Un felicissimo Jes Munk, pilota danese che ha iniziato a correre lo scorso anno, proprio al Pharaons, ha concluso immediatamente alle spalle dei big, davanti a Edouard Boulanger.
Tanta soddisfazione anche per Luca Viglio, un’appassionato di Africa e di moto che, alla sua prima esperienza in una gara nel deserto, ha concluso sesto assoluto davanti a Stefano “Cinghiale” Turchi. Sfortunato invece Andrea Mancini, caduto dopo 60 chilometri e costretto a ritiro.
La sfida dei quad si è conclusa con la vittoria del “Pirata dei Caraibi” Lilian Lancelevee, davanti a Mauro Almeida e alla stupefacente Camelia Liparoti.
Edouard Boulanger è stato il vincitore del Dakar Challenge, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra JVD e ASO che offre un’iscrizione gratuita alla Dakar al miglior pilota amatore. Il “francesino” che vive in Italia, lontano dalle gare da sei anni, ha fatto una gara fantastica con la sua Aprilia… ed ora dovrà iniziare a volgere i suoi pensieri al Sudamerica…
Si chiude così la quattordicesima edizione del Pharaons Rally, un’edizione straordinaria per molti motivi. L’Egitto, uscito da pochi mesi da una situazione difficile, ha mostrato alla carovana del rally un paese rinnovato ed ospitale come sempre. Il Pharaons, dal canto suo, ha offerto il suo modesto contributo per offrire al mondo un’immagine positiva del paese e l’elevato numero di iscritti è stata la conferma dell’apprezzamento sia dell’Egitto che del rally di JVD.
Marc Coma: “Il Pharaons è una gara che ho sempre apprezzato, la migliore del Mondiale. L’ho vinta per la quinta volta, superando il grande Fabrizio Meoni. Sono sicuro che guardandoci da lassù, Fabrizio sia contento. Il Pharaons è stato un test perfetto per la Dakar, che ovviamente è la mia priorità e direi che tutto è filato alla perfezione.”
Francisco “Chaleco” López (Aprilia 450): “Sono abbastanza soddisfatto. Ho raggiunto i miei obiettivi: ero venuto qui per provare se posso ancora correre nei rally raid e la risposta è positiva. Naturalmente per il mio spirito competitivo avrei preferito andare sul podio come l’anno scorso . Ma a cinque mesi dall’incidente, essere capace di tenere il ritmo dei primi non niente male.”
Luca Viglio: “La felicità è a mille. Ero alla mia prima gara nel deserto, nonostante io sia malato d’Africa, ma fino ad ora non ci avevo mai corso. I percorsi sono stati fantastici, duri, ma giorno dopo giorno vedevo che stavo andando bene. Non mi sarei mai aspettato, però, di concludere sesto.”
Andrea Mancini: “Sono caduto dopo sessanta chilometri, c’era una buca nella sabbia che ho visto all’ultimo momento. Non potendo frenare ho cercato di saltarla, ma ci sono finito dentro con la ruota anteriore e sono stato sbalzato dalla sella. Peccato, mi sarebbe piaciuto finire la mia prima gara in Africa.”
Lilian Lanceleeve (Quad): “Ero venuto al Pharaons due anni fa e questa edizione è stata decisamente più dura. L’Egitto è ben diverso dalle nostre piste da motocross di tre km (A Saint Martin nei Caraibi) per questo sono contentissimo del risultato. Sono venuto per divertirmi ed ho vinto!”



Seguici su…