Riderscan: Un questionario europeo per studiare moto e motociclisti

5 febbraio 2013

motociclistiPartito a fine 2011, dopo una lunga fase di raccolta e analisi di dati in tutti i paesi europei (più Norvegia e Svizzera), lo step attuale dell’indagine mira a coinvolgere direttamente tutti i motociclisti del nostro Continente. È stato infatti lanciato un questionario on line anonimo tradotto nelle varie lingue ( www.fema-online.eu/riderscan-studio ), pensato per tracciare una fotografia dettagliata delle abitudini di chi va in moto, della sua cultura specifica, della sensibilità al tema della sicurezza e delle esigenze connesse alla mobilità.

Il Riderscan vuole insomma studiare a fondo il mondo della moto e tutto ciò che vi ruota intorno in otto differenti aree: infrastrutture, preparazione/educazione/esami/patenti, raccolta ed analisi dati, analisi dell’incidentalità, ricerca, gestione del traffico, campagne d’informazione, strategie nazionali. Il risultato finale della ricerca, che si concluderà il 31 ottobre 2014, verrà diffuso presso tutti i soggetti interessati alla sicurezza stradale. Quindi stampa, comunità dei motociclisti, autorità dei trasporti, governi, parlamenti e mondo della ricerca. Ovviamente sia a livello europeo che nazionale.

In Italia il referente scelto è la neonata associazione senza fine di lucro GuidaSicuraMoto, che ha come finalità la promozione della sicurezza stradale. La collaborazione è iniziata con la raccolta dei dati, e in futuro si svilupperà attraverso la diffusione dei risultati e delle nuove conoscenze a livello nazionale presso tutte le autorità e gli enti interessati.

Questa nuova indagine ha la particolarità di essere “autogestita” da noi motociclisti. Rispondere in massa, oltre a dare il nostro contributo d’idee, significa anche dare un segnale di coesione

Riccardo Matesic, Presidente GuidaSicuraMoto

«Gli incidenti dei motociclisti sono sotto i riflettori a livello europeo da diversi anni, ma la ricerca più seria e completa in questo senso, il MAIDS (Motorcycle Accidents in Depth Study) realizzato dai costruttori europei di moto, risale a ormai 13 anni fa.

Ecco l’importanza di questa nuova indagine, che ha la particolarità di essere “autogestita” da noi motociclisti. Rispondere in massa, oltre a dare il nostro contributo d’idee, significa anche dare un segnale di coesione, un modo per dire “noi ci siamo e siamo uniti”. Per questo mi sono appassionato a questo progetto e mi sto impegnando per diffonderlo fra i motociclisti italiani. E per questo lascio anche i miei recapiti, perché il nostro contatto non si ferma qui. A studio finito sarò io che a livello nazionale mi preoccuperò di renderne noti i risultati più importanti e di farlo avere al mondo politico e delle amministrazioni».

Informazioni

Per informazioni si può contattare direttamente la FEMA (Aline Delhaye, project coordinator, info@riderscan.eu) o GuidaSicuraMoto (Riccardo Matesic – 346.67.05.790 – gsmcorsi@gmail.com).

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