“Sicurezza nelle prove libere” la risposta della FMI

27 luglio 2011

logo fmiQualche giorno fa avevamo ritenuto importante ripubblicare uno sfogo di un gruppo di lettori di Moto.it, che, come ogni appassionato di pista, cercava una maggiore sensibilizzazione e chiedeva più regolamentazione per riuscire ad aumentare la sicurezza durante le prove libere in pista.

La FMI ha ritenuto opportuno rispondere con un cominicato, nel quale pubblicizza la sua tessera sportiva che assicura i partecipanti, ma che poco c’entra con la prevenzione e l’educazione alla sicurezza.

Inoltre ribadisce il suo impegno all’adozione di un protocollo unico di sicurezza per tutti i gestori delle piste e degli organizzatori di prove libere.

Gentile Signor Petaccia,

rispondiamo a Lei e alle persone che firmano il messaggio.

Riteniamo necessarie alcune considerazioni iniziali: le cosiddette “prove libere” non sono normate dalla FMI, si svolgono su terreno privato (autodromi), sono organizzate direttamente dagli autodromi o sono frutto di accordi tra privati (gestori degli impianti e società organizzatrici). Tra gli Organizzatori, infine, ce ne sono molti ampiamente consapevoli del ruolo che esercitano, delle responsabilità che si assumono, dell’importanza che l’attività in pista si svolga in piena sicurezza.

La FMI, per parte sua, ha in corso da tempo numerosi contatti con le Direzioni degli impianti, per trovare soluzioni condivise che possano ridurre i rischi di un’attività comunque pericolosa.

Un risultato già raggiunto è la possibilità di acquistare la Tessera Sport FMI direttamente nella stragrande maggioranza degli Autodromi italiani. In questo modo non solo si diventa Tesserati FMI, ma si ottiene anche una copertura assicurativa decisamente interessante, che si “accende” al momento dell’acquisto, con caratteristiche simili a quelle di una Licenza Agonistica. Allo stesso tempo, FMI ha in progetto di concordare nuove soluzioni assicurative a favore dei Gestori e dei partecipanti, che potrebbero garantire maggiore “tranquillità” operativa a tutte le persone coinvolte in questa attività.

Si tratta solo di un primo passo. Prossimo obiettivo è quello di stringere nuovi accordi con tutti gli Impianti, affinchè venga adottato in modo uniforme un “protocollo” che potrebbe prevedere, tra l’altro: un briefing accurato, obbligatorio per tutti prima di entrare in pista, dove si spieghi anche il significato delle bandiere di segnalazione; un numero adeguato di ufficiali di percorso; il rispetto del numero massimo di piloti presenti contemporaneamente in pista, secondo quanto stabilito dal Certificato di Omologazione FMI dell’impianto

Il tutto ovviamente aggiunto alle norme già esistenti, a cominciare dall’obbligo di indossare abbigliamento adeguato e montare impianti di scarico a norma.

Siamo convinti che tutti i Responsabili degli Impianti siano già sufficientemente sensibili al problema e concordi con le soluzioni che proponiamo. Nostro compito sarà quello di arrivare all’adozione, nello stesso momento, di una soluzione condivisa da tutti, in modo che non ci siano discriminazioni di alcun genere, né “mancati guadagni” da parte dei più diligenti rispetto ad altri, né possibili polemiche.

Se così fosse, potrebbe diventare addirittura superfluo ipotizzare sanzioni verso i trasgressori. Anche perché ogni appassionato presente in pista dovrebbe essere ampiamente cosciente del pericolo rappresentato da comportanti anomali, non solo verso se stessi, ma soprattutto verso gli altri…

Cordiali saluti

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