A conferma di quanto messo nel paniere in gara uno il giovane iralndese vince, piuttosto agevolmente aben ragionare, anche la seconda manche di questo gp olandese.
La tappa del mondiale conferma i pretendenti al titolo che fin qui avevamo notato ed aggiunge la giusta dose pepe a quello che, come ogni anno, si conferma un mondiale spettacolare ed in gioco dalla prima all’ultima curva del campionato.
Dal semaforo stavolta Biaggi non scatta bene come in gara 1, mentre Corser, su BMW, Rea, Haslam e Toseland hanno guidato da subito il treno dei primi.
A ben vedere la gara pare un gp 125cc tanti sono i piloti nello spazio di un secondo, tanto è il tempo, complice la difficoltà nei sorpassi in questo circuito, che si impiega a vedere un margine accumulato da chi conduce.
E’ al diciannovesimo giro che, di fatto, Rea riesce aguadagnare un significativo margine su Haslam, che da poco aveva staccato il gruppo degli inseguitori: Toseland, Biaggi, Corser, Checa, Smrz e Camier.
Camier è stato, nel corso della penultima tornata, protagonista di una caduta da cineteca, per fortuna senza conseguenze se non per la sua classifica.
Così al traguardo il treno dei piloti arriva più o meno compatto e senza grosse soprese anche se, rispetto a gara 1, lo spettacolo è stato arricchito da un considerevole numero di sorpassi ed avvicendamenti nelle prime posizioni.
Il terzo gradino del podio è stato conquistato da Toseland, in granded spolvero, che guida sopra le difficoltà mostrate dalla Yamaha.
Biaggi, regolato proprio nel finale dall’inglese, ha potuto così andar via piuttosto soddisfatto, in considerazione della classifica mondiale.
Soddisfato ma di certo non rasserenato dato il segnale chiaro e forte che la Honda e Rea hanno inviato sia a lui che ad Haslam.
Il segnale non è buono per la Ducati ufficiale: dietro le “clienti”, mai competitivie, con Haga, addirittura, tornate ai box. Fabrizio è sottotono ed Haga pare lo spettro di se stesso. Davvero la fuoriuscita di Tardozzi ha influito così tanto? I tedeschi tutti impettiti, dal box bianco ospedale, dicono si e l’australiano Corser, dalla testa della corsa, conferma.
La classifica mondiale:
Segue salutare consueta polemica e travaso bile (vi prego, continuate a leggere).
Angolo della sterile polemia, dell’altro gp; il carrozzone superbike 2010 è nutrito di mogli, fidanzate, mamme.
Per Spies e l’ingombrate mamma chiacchierona che partono verso la motoGp, giugono Holly, burrosa compagna di Haslam e si conferma Deborah (con o senza h?), simpatica moglie di Michel Fabrizio; novità ultima, la mamma di Camier.
Lo so, soffro di gravi forme di sociopatia, ma.. E’ davvero necessario ci siano?
Una è presenzialista, dal decolletee fastidiosamente sempre in vista, l’altra intervistata rispetto alla musica che il marito ascolta sulla griglia di partenza, toccandosi ripetutamente i capelli, afferma di non sapere la musica che piace al marito, poi, quando l’intervistatrice riprende a parlare la interrompe per una frase chiave: “…cambia sempre…”
Sulla griglia di partenza fioccano le ficcanti domande dei “colleghi” di la 7…
Ottimo anche il duo dei cronisti tv: perdono soprassi, ribaltano situazioni commentando dopo aver perso di vista, per secondi e secondi, la gara: un esempio?
Biaggi soprassa in gara 2 Checa, questo viene ingiottito dal gruppo che segue e “gianni e pinotto” che vanno a raccontarci?
Ma ovvio: Biaggi è in difficoltà, è stato staccato da chi lo precede.. E invece il romano stava proprio raggiungendo chi era davanti…
Ottimo poi il loro tifare sempre qualcuno di diverso dal romano, ad oggi, unico italiano, fra l’altro su moto italiana, a poter galleggiare fra i primi.
Nello scorso Gp, il vero trionfo: mentre a causa del gioco della classifica aggregata (complice caudta di un pilota e seconda partenza per il gruppo) Haga e Biaggi si giocano la prima posizione, Sanchini grida più volte “vai Haga, vai Haga“… Bravo , degno successore di Chili.
Foto worldsbk.com







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