E’ uno splendido Fabrizio quello che regala alla Ducati una manche inaspettata visti gli ultimi risultati non certo esaltanti.
Esuberante la partenza della rossa: Fabrizio scatta in testa, determinato, e dal primo giro comanda una manche che vuole a tutti i costi; il cronometro alla fine del primo passaggio dice già molto. E’ infatti oltre un secondo il distacco che il pilota italiano impone a Checa, unico vero inseguitore fin dalle prima battute.
Continua invece la crisi del tutto nera per l’altra rossa di Borgo Panigale: Haga offuscatissimo naviga acque difficili nelle posizioni di rincalzo: oltre la quindicesima, per chiudere poi diciassettesimo.I test settimanali di Troy Bayliss di certo non rassicurano il clima.
Non così buona invece la partenza delle due Yamaha Sterilgarda che non confermano affatto i giri record staccati nelle prove del circuito sudafricano; stessa sorte per Max Biaggi in difficoltà sull’asfalto del circuito che lo vede partire dalla seconda fila ed annaspare per risalire la china.
I giri scorrono e Fabrizio impone un ritmo costante ed elevato, Biaggi rimane dietro al compagno di squadra Camier e non riesce a ricucire lo strappo che lo separa da Haslam, rivale diretto nella corsa al mondiale.
Non graditissimo il cartello che il muretto Aprilia espone a Carmier mentre il pilota è in quinta posizione: “P6 ok”: una curva e Biaggi, che era dietro, ora è davanti. Gioco di squadra, in vista della rincorsa ad Haslam lì davanti, ma le moto sono anche questo ed il cartello non sarà un fiore all’occhiello.
Ad onor del vero l’inglese di casa Aprilia era davvero un tappo alla fuoriuscita del Corsaro romano: Biaggi giustifica il cartello del muretto staccando tempi del tutto migliori. Il circuito non è generoso in termini di spazio per i sorpassi ed è davvero difficile togliersi di mezzo i piloti più lenti: lo dimostreranno più avanti anche altri piloti (Toseland, Camier).
Gustosa la battaglia fra Biaggi e Toseland a testimonianza della difficoltà sopra detta; l’ingelse di casa Yamaha era comunque immerso in problemi di set-up che non gli consentivano una giusta velocità di percorrenza in curva: fra i due litiganti..Haslam allunga, anche rispetto alla classifica mondiale.
Deludenti le Bmw dopo il primo podio raggiunto in gara due di Monza: mai competitive qui in sudafrica.
E’ ormai tardi per ogni rincorsa e lo spettacolo si sposta nelle retrovie dove un Rea in netta rimonta alimenta una battaglia con Camier, Toseland e Crutchlow.
Fabrizio sfreccia sicuro e Checa insegue senza però poter impensierire: del tutto azzeccata la strategia dell’italiano; moto che asseconda l’asfalto sconnesso della pista, vittoria perfetta, desiderata: puro ossigeno nell’apnea Ducati di inizio campionato.
Generoso ed umano nelle interviste prima del podio: Fabrizio dedica la vittoria al figlio, suo primo tifoso, alla squadra, a Filippo Preziosi che da casa funge da motivatore. Un Fabrizio grandissimo in gara e sottotono nelle interviste: chi si attendeva euforia ha trovato parole soffuse, emozioni di un uomo in difficoltà.
La superbike è anche questo. Nessun filtro fra il mondo del professionismo ed il mondo della strada che tutti percorriamo ogni giorno.
Uomini noi, uomini loro, problemi di lavoro più o meno comuni, momenti buoni, altri meno.
A volte sei in testa, altre in coda, l’importante è non mollare: in carena!
Ordine di arrivo:
1) Fabrizio
2) Checha
3) Haslam
4) Biaggi
5) Rea
Foto: gazzetta.it




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