E’ nel round Italiano che la manovra di avvicinamento alla vetta del mondiale superbike trova il suo compimento.
Biaggi conferma così quanto messo in cantiere da inizio stagione o forse, sarebbe meglio dire, all’inizio del campionato scorso. Doppietta, si, ancora una volta, a fare il paio con quella di qualche domenica fa (Portimao ndr).
Il campione romano domina praticamente entrambe le manche lasciando davvero poco spazio a chi, da dietro, lo cercava . Ottima l’organizzazione e la cornice di pubblico nonostante il meteo del tutto poco rassicurante e prezzi proibitivi di ingresso. La festa superbike si compie come ogni Gp, come in ogni tappa del favoloso circo a cui ormai siamo tutti abituati.
Gara 1 vede scattare il pilota romano al comando mentre dietro, scatenati inseguitori tutti i piloti inglesi : Toseland, Crutchlow e Haslam.
La manche tutto sommato ha davvero poco da dire e la prova conferma quanto visto durante i test :tutto fatta eccezione per il mezzo giro in cui Haslam si mettere prepotentemente davanti a Biaggi, il resto è monocolore, o meglio, tricolore: Biaggi scappa, sfruttando al meglio il motore di una favolosa Aprilia, amministra, corre come sa, imponendo un ritmo costante.
Il colpo al cuore si ha al sedicesimo giro quando una pericolosa sbacchettata in ingresso alla Ascari gli fa perdere il vantaggio accumulato. La chiusura di manche quindi è tutta fiato spezzato per i molti tifosi del fan club del Max nazionale.
Il rettilineo poi metti tutti a tacere visti i muscoli della 4 cilindri di Noale.
La manche si chiude quindi con Biaggi, Toseland, Crutchlow, Haslam, Camier e Xaus.
Note di colore sono l’ottima prova di Camier, sempre più notevole cadetto della serie e la non caduta, almeno una, dello Spagonolo Xaus (avremo poi modo in altri spunti di riflessioni di raccontarvi interessanti sparietti).
Fra le due Bmw (Xaus nella sua migliore gara di stagione ha chiuso davanti ad un ottavo Corser), si registra Fabrizio, in evidente difficoltà.
Haga, del tutto incolore, chiude invece undicesimo, ed anche per lui avremo da raccontare saporita scena vista in prima persona, per voi, nei paddock.
Peccato per Rea che tiene alti i colori di Honda: alla parabolica cede l’anteriore e vanifica una onesta e competitiva, fin lì, prestazione.
Il resto è champagne ed inno di Mameli per tutti, ma non proprio, dato che, e continuo a rimandarvi ai prossimi giorni, la madre dei cretini è davvero sempre incinta e dagli spalti qualcuno riesce perfino ad esser scontento.
La danza del bel meteo prosegue e così arriva gara due, per scelta seguita fra le tribune, in mezzo alla gente e non in sala stampa: atmosfera bellissima fatta eccezione per l’inspiegabile tifo contro di cui sopra.
La massa però è gente genuina come motociclismo sano e robusto insegna. Sono un tifoso fortunato, dotato di pass per “lavoro”, eppure la vera gara continuo a vederla girando fra i paddock, mangiando pane e salsiccia in mezzo alle tribune qui, e lo rimarco, davvero troppo costose (90 euro per la Ascari…70 biglietto più comune)
Giunge gara due, dicevamo, ed è la copia, per molti versi, di gara 1. Il corsaro scatta all’arrembaggio, è primo da subito e conduce, stavolta addirittura sbanca.
L’appuntamento con la storia è qui, e così Biaggi porta a casa la sua cinquantesima vittoria per cui sarà premiato, siparietto bellissimo, dal suo fan club.
La storia non è finita, strepitoso il terzo posto di Troy Corser che in barba a l’età ed alla squadra acerba Bmw, regala il primo podio alla marca tedesca: bella gara, ottima persona, team in crescita costante!
Assolutamente, stavolta, fa notizia in bene la Kawasaki. La verdona si piazza quinta e non a caso. Partenza a razzo per Sykes e gara senza troppi clamori ma sempre fra i primi: finalmente rumore positivo, e non a fondo gruppo.
Gara due è purtroppo, praticamente da subito, orfana di Toseland, Rea e Xaus caduti in maniera rocambolesca: riders ok e la gara prosegue. Ancora un giro e Fabrizio conferma purtroppo il periodo del tutto negativo per se stesso e per la Ducati Xerox: in terra anche lui.
Il tredicesimo giro è la chiave di volta. L’unico ad aver davvero impensierito Biaggi è stavolta Crutchlow su Yamaha Sterilgarda che però rompe il motore sul rettilineo, senza nemmeno rendersi conto, e perde olio, in zona pneumatico.
La caduta è assicurata e Biaggi, in solitaria, naviga verso quella che è la sua seconda doppietta di stagione.
Pubblico festante, Max di più. Ancora Mameli nelle orecchie e le immagini genuine del box Aprilia. L’italMoto c’è!
Manovra per raggiungere la testa del mondiale eseguita: solo 3 punti seprano ora Haslam, che di fatto ha davvero beneficiato della caduta del pilota Yamaha, da Biaggi.
Il campionato è lungo ma il romano pare aver messo a frutto i riferimenti raccolti durante lo scorso campionato; restano da valutare inseguitori blasonati e meno: Rea ha gettato al vento un week- end che pareva del tutto positivo, le Bmw che toglieranno punti pesanti a chiunque, le due Yamaha, silenziose armi affilate (le più veloci dopo l’Aprilia).
Peccato per Ducati, ormai costantemente indietro, peccato per il clima che si respira teso nel box delle rosse.
Haslam 161
Biaggi 153
Rea 110
Toseland 106
Checa 105
Massimo Soldini
foto Libero.it







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