Uno dei piloti arrivati nel Mondiale Superbike accolto con grande interesse è stato senza dubbio Sylvain Guintoli. Il francese farà parte della coppia anglo-francese del team Alstare Suzuki (l’altro pilota è Leon Haslam) chiamata a rilanciare le sorti della squadra di Francis Batta dopo una difficile stagione 2009.
Prima del suo debutto nella gara finale di Portimao quest’anno, il 27enne di Montelimar (Francia) aveva già al suo attivo dieci anni di campionati del mondo. Ha trascorso la maggior parte della sua carriera nella 250 GP, con il passaggio alla MotoGP nel 2007 dove ha corso due anni senza riuscire a mettersi particolarmente in luce. Quest’anno ha deciso di gareggiare nel British Superbike, dove ha vinto una gara ad inizio stagione, perdendo poi però diverse gare a causa della frattura di tibia e perone della gamba destra. Guintoli è stato poi ingaggiato dalla formazione belga quando Max Neukirchner improvvisamente ha optato per un’altra soluzione a fine stagione. WorldSBK.com ha chiesto a Sylvain di raccontare le sue prime esperienze in Superbike.
“In Australia è stato fatto un buon test. Abbiamo percorso molti giri e siamo stati impegnati durante tutti e tre i giorni a provare parti nuove. C’era parecchio tempo per migliorare e nessuna pressione. Non posso parlare dei rilevamenti cronometrici ma tutto è stato molto positivo“.
- Quali sono le principali differenze rispetto alla Suzuki che hai guidato quest’anno nel BSB?
“Quando sono salito sulla moto a Portimao, ho visto che era la stessa così le principali differenze erano nel set-up e nelle sospensioni. Nel BSB utilizzavamo le Showa, qui le Ohlins, così il feeling era ovviamente diverso“.
- E qual è ora il tuo giudizio dopo il test di Phillip Island?
“Le prossime prove a Valencia dovrebbero fornirci indicazioni importanti. La Suzuki sta spingendo parecchio per la prossima stagione e già tra Portimao e l’Australia la moto era differente. Ci sono parecchie parti nuove da provare, e fare test significa far sì che ogni cosa possa essere pronta per il 2010“.
- Come è la sua condizione fisica dopo l’infortunio di inizio stagione?
“Sta sempre più migliorando. Dopo il test in Australia sono state rimosse le viti, ormai ho un posto riservato al Queen’s Hospital di Nottingham! Ho iniziato a fare di nuovo bicicletta e la sensazione è positiva, ma ho ancora un ferro nell’osso e dovrò tenerlo per un altro anno“.
- Quali sono i suoi obiettivi per la stagione 2010?
“Sia io che la Suzuki ne abbiamo di importanti, siamo nel Mondiale Superbike per vincerlo. Negli ultimi anni le cose non hanno girato per il verso giusto ma la nuova moto ha un grande potenziale e partiamo certamente per lottare subito per il podio“.
- Quali sono i suoi favoriti per il titolo?
“Ce ne sono parecchi, sarà interessante ora che Spies non c’è più. Ho seguito il Mondiale Superbike per anni e ho visto quanto siano vicini i tempi sul giro, non c’è spazio per alcun errore. Ritengo che siano in tanti a poter vincere le gare, sarà una bella battaglia“.
- La scorsa stagione il team Alstare è stato in difficoltà: lei e il suo compagno di squadra Leon Haslam sentite la pressione di dover riportare in alto la squadra?
“La pressione è positiva perché il modo in cui il team lavora è positivo. Ogni cosa sta scorrendo bene e vogliamo continuare su questa strada. Lo scorso anno la Suzuki ha iniziato bene, poi Max si è infortunato, quindi anche Yukio. E’ stata una stagione difficile ma non perché la moto non fosse competitiva. La Suzuki e il team Alstare mi hanno dato la possibilità di rilanciarmi e sento un’energia positiva. Vogliamo entrambi tornare al vertice e questa è una grande motivazione“.



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